venerdì 24 agosto 2012
Consegna delle firme alla Camera dei Deputati
Dopo sei mesi dall'inizio della raccolta firme, il Comitato "Quorum Zero Più Democrazia depositerà il 24 Agosto presso l'ufficio Testi Normativi di Montecitorio (via della Missione, Roma) le 52.672 firme di cittadini che hanno appoggiato la legge di iniziativa popolare denominata "Quorum Zero Più Democrazia"
sabato 18 agosto 2012
Firma anche tu!
Il 24 agosto le firme saranno consegnate al Parlamento. Ce ne vogliono almeno 50.000. Altre firme devono arrivare ma manca ancora la sicurezza matematica di aver superato il traguardo. Chi volesse contribuire a raggiungere questa occasione unica per introdurre la Democrazia Diretta nel nostro ordinamento e cambiare la politica del nostro Paese contatti Emanuela al n. 3334442495. Ogni singola firma può essere determinante!
quorum zero più democrazia
mercoledì 20 giugno 2012
Conferenza stampa Quorum zero più democrazia Venezia
In
questo periodo di crisi economica, oltre alle necessarie azioni
immediate per limitare i danni, è urgente avere un sguardo di lungo
periodo che migliori gli strumenti democratici del nostro Paese.È
ormai evidente la difficoltà dei partiti tradizionali sia ad ascoltare
che a interpretare la voce degli elettori che non solo hanno la volontà
di partecipare in prima persona alla
vita politica, ma per la prima volta, grazie all’innovazione
tecnologica, dispongono di strumenti che di fatto modificano il modo
stesso di intendere la democrazia e l’esercizio dei diritti del
cittadino.
E’ sempre più debole la forza delle contrapposizioni ideologiche mentre si va rapidamente affermando l’aggregazione variabile su temi e contenuti pragmatici, amministrativi e di monitoraggio dell’attività politica. Venezia stessa ha dato ampiamente prova di questa tendenza sulle Questioni della Sanità, del Fontego dei Tedeschi e delle Grandi Navi. Per questo pensiamo che le forze della società civile si debbano unire attorno a obiettivi condivisi: da questa convinzione nasce la nostra adesione congiunta a "Quorum Zero e Più Democrazia", iniziativa nata in rete da semplici cittadini per abolire il quorum dai referendum abrogativi e per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta in Italia quali: referendum consultivi e propositivi senza quorum, percorsi certi per le leggi d’iniziativa popolare, corretta informazione sui quesiti referendari inviata a casa degli elettori prima della consultazione. E ancora, la possibilità di una delega “precaria” ai propri eletti che possa essere ritirata per comportamenti o risultati mediocri e che induce ad una responsabilità costante nei confronti della comunità. Il costituzionalista Michele Ainis ha definito l’iniziativa “Quorum Zero e Più Democrazia” la più dirompente delle proposte in campo. Vogliamo pertanto condividere con i media questa grande opportunità per il nostro Paese, che deve ricevere tutta l’attenzione che merita, mettendo sotto i riflettori la raccolta firme in atto nel Comune di Venezia, e al contempo incentivare l'utilizzo di strumenti di democrazia partecipativa a livello locale. Per lanciare la volata dell’ultimo mese nasce quindi "Q0 Venezia", che vuole diventare per i cittadini luogo di azioni pratiche di Democrazia diretta e partecipata e che verrà presentato alla conferenza stampa del giorno giovedì 21 giugno alle ore 11,00 presso le sale di commissione di Ca’ Farsetti.
MoVimento Cinque Stelle Venezia
40xVenezia
Coordinamento Io Decido
Venessia.com
E’ sempre più debole la forza delle contrapposizioni ideologiche mentre si va rapidamente affermando l’aggregazione variabile su temi e contenuti pragmatici, amministrativi e di monitoraggio dell’attività politica. Venezia stessa ha dato ampiamente prova di questa tendenza sulle Questioni della Sanità, del Fontego dei Tedeschi e delle Grandi Navi. Per questo pensiamo che le forze della società civile si debbano unire attorno a obiettivi condivisi: da questa convinzione nasce la nostra adesione congiunta a "Quorum Zero e Più Democrazia", iniziativa nata in rete da semplici cittadini per abolire il quorum dai referendum abrogativi e per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta in Italia quali: referendum consultivi e propositivi senza quorum, percorsi certi per le leggi d’iniziativa popolare, corretta informazione sui quesiti referendari inviata a casa degli elettori prima della consultazione. E ancora, la possibilità di una delega “precaria” ai propri eletti che possa essere ritirata per comportamenti o risultati mediocri e che induce ad una responsabilità costante nei confronti della comunità. Il costituzionalista Michele Ainis ha definito l’iniziativa “Quorum Zero e Più Democrazia” la più dirompente delle proposte in campo. Vogliamo pertanto condividere con i media questa grande opportunità per il nostro Paese, che deve ricevere tutta l’attenzione che merita, mettendo sotto i riflettori la raccolta firme in atto nel Comune di Venezia, e al contempo incentivare l'utilizzo di strumenti di democrazia partecipativa a livello locale. Per lanciare la volata dell’ultimo mese nasce quindi "Q0 Venezia", che vuole diventare per i cittadini luogo di azioni pratiche di Democrazia diretta e partecipata e che verrà presentato alla conferenza stampa del giorno giovedì 21 giugno alle ore 11,00 presso le sale di commissione di Ca’ Farsetti.
MoVimento Cinque Stelle Venezia
40xVenezia
Coordinamento Io Decido
Venessia.com
martedì 29 maggio 2012
Il Coordinamento Io Decido presenta osservazioni alla VAS del PAT
Il Coordinamento Io
Decido si è dato, come è noto, lo scopo di favorire la
partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che riguardano
direttamente la qualità della vita e le modalità dell’abitare, e
pertanto fin dalla
sua costituzione ha sollecitato l’attuale
Amministrazione Comunale ad
aprire reali spazi di confronto con la cittadinanza sui
temi più rilevanti. Abbiamo dunque voluto prendere in esame il Piano
di Assetto del Territorio, proprio per le importanti implicazioni e
ricadute sulla vita di tutti che produrrà nel disegno futuro della
città.
Purtroppo
abbiamo dovuto constatare e comunicare (si veda a questo proposito la
lettera che abbiamo inviato all’Assessore Micelli in data
29.03.2011) che fin dall’avvio del processo di adozione di questo
PAT l’Amministrazione Comunale si sia mossa in maniera poco
trasparente e affatto inclusiva.
Nell’iter
che ha portato all’adozione del PAT non abbiamo potuto infatti
riscontrare un reale coinvolgimento dei cittadini: gli incontri
pubblici di illustrazione sono risultati per lo più monologhi a
senso unico, non accompagnati da puntuale delineazione dello sviluppo
dei criteri dichiarati alla base del piano, spesso contraddetti nella
sostanza, privi comunque di mappe aggiornate e di riscontro nel sito
del Comune. Questi incontri non hanno svolto la cruciale funzione di
ascolto e raccolta dei bisogni degli abitanti come portatori
d’interesse, affinché questi stessi bisogni potessero essere
tradotti e integrati nel progetto di città.
Anche
in questa vicenda, pare che la Pubblica Amministrazione scelga di
concepire e di praticare la ‘partecipazione’ come mera
consultazione o come illustrazione di decisioni già prese,
ricercando più che un vero confronto, attraverso la disponibilità a
costruire insieme ai cittadini un progetto di città, una strategia
di consenso. Oppure sembra che sia vissuta più che altro come una
fastidiosa procedura da sbrigare, a cui si rinuncerebbe volentieri.
Purtroppo tale mentalità non produce buoni frutti: la P.A. non
incorpora veramente quella parte di democrazia di cui fa difetto, i
cittadini rimangono destinatari passivi dell’intervento pubblico e
possono solo opporsi o sentirsi sempre più distanti dai propri
governanti. Questa distanza è sotto gli occhi di tutti e si è resa
evidente nei recenti risultati elettorali.
L’Amministrazione
del Comune di Venezia, con atteggiamento scarsamente lungimirante,
proprio anche in ragione della crisi dei partiti, dello scacco della
politica tradizionale e impositiva, non sembra convincersi della
necessità di avviare davvero altri percorsi e accogliere nel suo
seno la cultura della Democrazia Partecipativa.
Nonostante
l’iter di nascita e di percorso del PAT pregiudichi sostanzialmente
la possibilità di rimediare a tali difetti fondativi, abbiamo deciso
di offrire il nostro contributo secondo le finalità che ci siamo
prefissati come mission:
ci siamo dunque concentrati sulle analisi procedurali che incorporano
gli istituti di partecipazione nel processo di formazione del PAT. Le
nostre osservazioni si sono pertanto focalizzate sulla procedura
di Valutazione Ambientale Strategica che, secondo la normativa
europea, deve necessariamente coinvolgere la partecipazione dei
cittadini. Infatti la direttiva 42/2001/CE recita “Le autorità
di cui al paragrafo 3 e il pubblico di cui al paragrafo 4 devono
disporre tempestivamente di un'effettiva opportunità di esprimere in
termini congrui il proprio parere sulla proposta di piano o di
programma e sul rapporto ambientale che la accompagna, prima
dell'adozione del piano o del programma o dell'avvio della relativa
procedura legislativa”, e poiché “deve essere redatto un
rapporto ambientale in cui siano individuati, descritti e valutati
gli effetti significativi che l'attuazione del piano o del programma
potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla
luce degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del
programma”, se ne ricava
che il pubblico deve potersi esprimere sulle ragionevoli alternative
prima che le decisioni siano consolidate.
Esaminando il Rapporto
Ambientale ci è apparso subito evidente che non siano rispettati i
requisiti minimi richiesti dalle norme e ciò priva la consultazione
dei cittadini delle necessarie informazioni sulla sostenibilità del
Piano e ne lede il diritto all’informazione tempestiva e alla
partecipazione alle decisioni in materia di pianificazione
territoriale.
Osservazione Io Decido
Osservazione Io Decido
giovedì 24 maggio 2012
Piazzale Santa Maria Elisabetta al Lido
L’Assemblea Pubblica
al Lido: ovvero la falsa partecipazione degli Assessori
il giorno 26 marzo
u.s. l’Amministrazione Comunale ha presentato in una Assemblea
Pubblica il tanto atteso “Progetto di Riqualificazione e Arredo
Urbano del Piazzale S. M. Elisabetta e Gran Viale”. Presenti per
l’occasione gli Assessori Maggioni (Lavori Pubblici) e Bergamo
(Mobilità e Trasporti), la Municipalità (Presidente e
Vicepresidente) unitamente ad una folta schiera di dirigenti,
tecnici, consulenti , consiglieri di municipalità, sostenitori che
hanno occupato gran parte della sala consiliare della Municipalità.
Malgrado l’importanza dell’argomento e l’autorevolezza dei
rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, la partecipazione
della cittadinanza non è stata numerosa.
Il Progetto di
Riqualificazione e Arredo Urbano del Piazzale S. M. Elisabetta e Gran
Viale oltre alla risistemazione del piazzale comprende anche
l’adeguamento del sistema fognario del Gran Viale e di alcune
strade adiacenti. Il costo complessivo di 13 milioni di euro avrà la
durata di due anni e impatterà per due stagioni turistiche. I lavori
inizieranno a maggio e termineranno ad ottobre.
Il Progetto è stato
presentato come definitivo, cioè già cantierabile per la parte
fognaria che in inizierà a maggio di quest’anno; comunque gli
Assessori si sono dichiarati pronti a ricevere eventuali
osservazioni, miglioramenti e modifiche che comunque non stravolgano
il progetto. Il tutto nello spirito della più ampia partecipazione
della cittadinanza.
L’illustrazione è
stata ampia, in alcune parti troppo dettagliata per un’ assemblea
pubblica, carente e confusa nella successione degli interventi, con
audiovisivi incomprensibili ed eccessivamente tecnici. Poco o nulla
sulla trasformazione del piazzale Santa Maria Elisabetta che dovrebbe
rappresentare il biglietto da visita del Lido al turista
internazionale.
I cittadini hanno
ascoltato l’illustrazione in modo attento e disciplinato. Al
termine della presentazione hanno espresso perplessità,
preoccupazioni, critiche, richieste di chiarimenti.
Le domande del
pubblico hanno riguardatogli aspetti del progetto non desumibili
dalla frettolosa illustrazione e che riguardano la qualità
dell’abitare al Lido, l’interscambio tra acqua e gomma, aspetti
ambientali (quanti alberi da abbattere), aspetti estetici (
l’illuminazione pubblica), l’assetto futuro della mobilità, le
questioni di sicurezza, le barriere architettoniche, il costo
eccessivo in un momento di crisi come quello attuale, quale idea
della piazza , il bisogno di qualità degli interventi, il periodo
dei lavori in piena stagione turistica, la richiesta, da parte dei
cittadini, di visionare il progetto per comprenderne meglio la
portata e soprattutto i risultati finali, la necessità di continuare
la fase di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini per ottenere
, attraverso una dettagliata illustrazione, i contributi propositivi
e condivisi dei cittadini.
Il confronto tra i
rappresentanti dell’Amministrazione e i cittadini presenti, è
stato acceso, a tratti polemico, molto critico, aspro e talvolta
esasperato, dovuto ad un senso di frustrazione dei cittadini per il
modo in cui sono stati coinvolti e considerati (poco o per nulla
ascoltati).
Le risposte
istituzionali sono state insufficienti a cambiare il clima
dell’incontro, ormai teso e conflittuale creatosi. In particolare
la richiesta, da più parti espressa, di ulteriore coinvolgimento e
partecipazione dei cittadini sul progetto, non ha trovato una
risposta soddisfacente da parte degli assessori “si è già
pensato a un incontro di commissione su questo” chiudendo con
ciò qualsiasi spazio alla partecipazione democratica su argomenti
che riguardano la qualità della vita de cittadini, lo sviluppo del
territorio del Lido.
Tale modo di
procedere delle istituzioni crea sfiducia e ostilità nei cittadini
che, interpellati e resi partecipi dei processi decisionali (vedi il
caso della mobilità al Lido) su casi concreti, hanno dimostrato in
passato, di saper partecipare alla risoluzione dei problemi, nel
rispetto dei ruoli e delle reciproche responsabilità, contribuendo
nello stesso tempo a migliorare le soluzioni.
L’Assemblea
Pubblica per come è stata preparata e gestita merita alcune
considerazioni .
Anzitutto va
precisato che l’Assemblea Pubblica non è un atto di liberalità
degli Assessori che concedono ai cittadinì di ascoltare ciò che gli
amministratori intendono realizzare; rappresenta invece un atto
dovuto previsto dalle leggi attuali e rientra nell’ambito delle
responsabilità politiche di un amministratore quello di informare,
ascoltare i cittadini e raccoglierne i con tributi. Una sana
democrazia non è quella che fa spettacolo, ma quella che si
confronta con i propri cittadini dei quali deve curare il bene
collettivo.
Inoltre va osservato
come gli Assessori abbiano disatteso completamente la linea politica
del Sindaco che, nel suo programma elettorale, alla voce trasparenza
cita quanto segue: “i cittadini vanno coinvolti nelle decisioni
pubbliche attraverso un metodo partecipativo di gestione”. Ora
nell’Assemblea Pubblica di cui si tratta, non abbiamo assistito ad
un processo di partecipazione bensì di contrapposizone e di scontro.
Abbiamo assistito ancora una volta ad un uso dei cittadini come
destinatari passivi dell’intervento pubblico dell’Amministrazione.
In effetti
l’assemblea ha mostrato i limiti di un utilizzo strumentale della
partecipazione come semplice strumento di consenso.
Il modo di procedere
dell’Amministrazione, attraverso i suoi rappresentanti, è stato
quello abituale delle amministrazioni poco sensibili al rapporto con
i propri cittadini, definito con “Decido, Annuncio, Difendo” .
Cioè l’Amministrazione prende la sua decisione con i suoi esperti
e tecnici; quando la scelta sul problema in esame è stata definita,
argomentata e documentata ne effettua l’Annuncio pubblico (leggi
Assemblea Pubblica).In questa occasione l’Amministrazione
proponente non mette in discussione la scelta compiuta, ma è
costretta a Difendere senza avere la possibilità di migliorarla se
non in modo del tutto marginale. Questo è quanto è accaduto il 26
marzo alla presentazione del progetto di sistemazione del piazzale
S.Maria Elisabetta al Lido.
Tale modo di
procedere, abbastanza comune, viene definito con la sigla DAD,
Decido, Annuncio, Difendo. E’ una sindrome pericolosa che crea
spesso il muro contro muro, l’incomprensione eporta allo stallo
nelle decisioni.
C’è poi un
aspetto culturale che riguarda, da una parte, il ruolo e la
formazione degli amministratori. Una volta eletti devono cessare di
essere “dipendenti” dai propri partiti politici per poter
effettuare le scelte di cambiamento della propria realtà
territoriale considerando in primis il soddisfacimento dei bisogni
dei cittadini. E’ necessario che con loro si sviluppi un rapporto
di collaborazione e di reale coinvolgimento nei processi di
trasformazione che impattano sulla qualità della vita e
sull’ambiente. La cultura della partecipazione, quanto mai
necessaria in una società complessa come la nostra, non si
improvvisa ma si costruisce con la volontà politica, con l’impegno,
con la determinazione e soprattutto considerando i cittadini come
risorsa strategica nello sviluppo del territorio. La cultura della
partecipazione, come è noto, presenta notevoli vantaggi. Le
decisioni che scaturiscono dai processi partecipavi sono migliori e
condivise, compongono i diversi punti di vista. I processi
partecipativi attenuano i conflitti. Sviluppano il senso di comunità,
creano saperi diffusi. Migliorano la cultura civica e la
responsabilità dei cittadini. L’Amministrazione Pubblica ne esce
rafforzata e legittimata.
Infine per quanto
riguarda il metodo bisogna ricordare che l’obiettivo
principale dei processi partecipativi è quello di porre al centro
dell’azione amministrativa il cittadino, le sue esigenze e le sue
aspettative, i suoi bisogni. Ciò significa definire nuove modalità
di rapporto tra chi amministra la città e il cittadino, per farlo
partecipare alla definizione delle scelte relative allo sviluppo
della città e ai processi di decisione conseguenti, al controllo dei
risultati raggiunti. I cittadini hanno bisogno di comprendere meglio
il progetto politico su cui poggia l’Amministrazione, di poterne
controllare gli sviluppi e gli esiti finali e di poter contare nella
determinazione degli stessi.
Il coinvolgimento
dei cittadini rappresenta quindi una vera sfida politica, sociale ed
economica: evitare che prevalga l’interesse particolare
sull’interesse generale. In tal senso l’Amministrazione
deve volere davvero aprire un dialogo con la
cittadinanza e assumere concretamente un serio impegno politico.
Naturalmente la
partecipazione necessita di regole condivise per la sua gestione e
per quella dei progetti analizzati, di modalità di assunzione di
responsabilità, di definizione dei processi relativi alla
partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di
interessi (modalità di informazione e comunicazione del progetto
alla cittadinanza). Andranno stabilite le priorità, gli ambiti della
discussione, come arrivare a decisioni comuni e soprattutto come
controllare i risultati raggiunti. E infine, ma non ultimo andranno
stabiliti gli assetti istituzionali e modelli organizzativi che la
partecipazione e i processi decisionali richiederanno.
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