il calendario di "Io decido"

mercoledì 28 novembre 2012

Venezia sottosopra




Pubblichiamo una serie di nostri articoli tratti dalla rivista Nexus del trimestre maggio-agosto 2012



martedì 20 novembre 2012

Un falso problema



L'Amministrazione Comunale di Venezia intende chiudere l'iter di approvazione del Piano d'Assetto Territoriale entro la metà di dicembre con la delega al Sindaco a partecipare alla Conferenza dei Servizi con la Provincia prima del passaggio delle sue competenze ad altri Enti. Per questo l'assessorato all'Urbanistica ha presentato nelle Municipalità e in Commissione Consiliare la delibera per l'approvazione dei criteri di valutazione delle osservazioni. I contributi di cittadini e associazioni estensori delle 773 osservazioni, di cui alcune a loro volta contenenti molteplici proposte di modifica, che per essere redatte hanno richiesto la lettura di migliaia di pagine di elaborati tecnici e la consultazione di complessi riferimenti normativi, sono stati catalogati in 27 striminzite pagine di relazione in cui si fatica a riconoscere che la propria osservazione sia stata perlomeno acquisita e letta. In Commissione si è verificato che il maggior problema che si sottopone ai Consiglieri è la definizione dei criteri con cui respingere la maggior parte delle istanze di proprietari che richiedono la trasformazione del loro fondo in terreno edificabile, il che comporterebbe un nuovo consumo di suolo per complessivi 1254 ettari. Personalmente lo ritengo un falso problema: la Relazione Agronomica calcola la Superficie Agricola Utilizzabile e trasformabile in soli 60,78 ettari. A prescindere che molti ritengono su fondate basi giuridiche che da tale computo vadano sottratte le valli da pesca per cui il valore corretto scenderebbe a 32,14 ettari, la vera questione che non si affronta è che il PRG vigente già prevede l’edificazione non ancora avvenuta per almeno 378 ettari. Di questi terreni già potenzialmente edificabili, la Valutazione Ambientale Strategica non discrimina quali e quanti siano compatibili con gli obiettivi di sostenibilità del PAT e quindi già riconducibili ai Piani degli Interventi con l’approvazione del piano, salvo che, come richiesto per tutti i P.I. dai tecnici comunali alle dipendenze dell'assessorato all'Ambiente nell'elaborato della Valutazione d'INCidenza Ambientale, siano preventivamente sottoposti a VINCA per valutarne l'impatto su specie e aree protette. Di tali rilievi sostanziali i criteri di valutazione delle osservazioni non fanno menzione, rimandando per ogni questione spinosa alla Conferenza dei Servizi e al parere della Commissione Regionale VAS, come se sia possibile trasmettere un elaborato rimasto allo stadio di documento preliminare, quindi a rischio di censura con la conseguenza che tutto il PAT assumerebbe profili d’illegittimità. Sotto la pressione di un’urgenza inesistente i Consiglieri Comunali si troverebbero ad avallare la lettura filtrata dagli uffici dei contributi pervenuti, perdendo l’occasione di rendere il PAT davvero coerente e rispettoso degli obiettivi di tutelare interessi collettivi. Al contrario si vogliono confinare all’ambito squisitamente tecnico le osservazioni più rilevanti e d’interesse generale, sequestrando l’informazione in virtù di un presunto disinteresse dei cittadini, senza che si faccia lo sforzo di restituirle semplificate in forma divulgativa e completa. In realtà le problematiche astrattamente tecniche si traducono in fatti molto concreti: cubi di cemento da destinare ad alberghi, centri commerciali, ormai inutili residenze, nuove città come dichiara il Sindaco per Tessera. Ritengo perciò lecito chiedersi dove e in quale fase di questo lungo iter procedurale l'Amministrazione inizierà finalmente a sottrarre dal PAT ettari di costruibile per rispettare i vincoli imposti dalla SAU e soprattutto mantenere l'impegno politico di azzerare il consumo di suolo.
Emanuela Amici

domenica 18 novembre 2012

Venezia, un modello urbano a rischio di dismisura


Riprendiamo l'articolo di Tiziana Plebani apparso su il manifesto il 17 novembre 2012 (sezione cultura)

Nel dibattito sulla torre voluta da Pierre Cardin occorre tenere conto degli elementi simbolici che connotano la città

Cos’è una città? È assai più di un insediamento abitativo. Ed è per questo che ci appassioniamo a discutere degli interventi che si vogliono realizzare, per questo ci interroghiamo sulle continue trasformazioni della forma urbana. Sappiamo infatti che la posta in gioco è altissima: la città rappresenta la sfida a realizzare la migliore qualità di vita per una comunità di diversi, coniugando l’attenzione al luogo che l’accoglie con la bellezza dell’opera umana. C’è un profondo desiderio di città in tutti noi ma spesso è mortificato dalla povertà del linguaggio e delle scelte degli amministratori che non sembrano cogliere che operare nel tessuto vivo della città è intervenire nelle forme e nei significati di questa convivenza.

E così non restituiscono ai cittadini la «grandezza» della questione, l’ordine simbolico che vi è implicato. Guardiamo a quel che succede a Venezia. Non è patrimonio solo degli studiosi di architettura o di urbanistica sapere che Venezia rappresenta un modello «esemplare» di città: fa parte dell’esperienza comune percepire, pur nell’involgarimento causato dalla speculazione e dalla macchina turistica, un benessere che ha ragioni antiche e profonde. Le Corbusier colse con grande precisione il segreto dell’agio riposto in questa forma urbana e lo spiegò nei suoi studi e lo ribadì con forza nella lettera che scrisse al sindaco di Venezia nell’ottobre del 1962, cercando di richiamare la politica alla necessità di comprendere la «cifra» della città e ancorarsi al suo genius loci per scegliere come e se intervenire in essa.

Temeva infatti «l’invasione della dismisura». Spiegava che ciò che fa di Venezia uno straordinario modello urbano è la sua «scala umana», quel rapporto armonioso tra la figura umana e l’altezza degli edifici, che consente sempre di ritrovare la magica linea dell’acqua e dell’aria. Tuttavia per comprendere più intimamente il potere di donare benessere che ha questa città, la vocazione altissima di «vivibilità» che le riconosciamo e per chiarire l’ordine simbolico che la governa, dobbiamo andare oltre l’affermazione di Le Corbusier. Venezia non è una città a misura di un astratto «corpo umano» bensì è città per gli uomini e per le donne poiché sa rimandare ai corpi sessuati. Venezia restituisce e non oscura la dualità: gli elementi formali maschili e femminili vi sono mescolati con sapienza, sposati come nei tanti rituali nuziali presenti nella storia della città, o alternati senza che uno prevalga sull’altro.

E tra tutte le simbologie quella che meglio esprime la dualità è proprio il rapporto di equilibrio tra verticalità (maschile) e orizzontalità (femminile). Del resto, questo sito naturale ha posto da subito un limite all’homo faber, l’ha costretto a modulare risposte originali, gli ha impedito di procedere per linee rette, rispettando la sinuosità dell’andamento acqueo; ha suggerito di accostare spazi aperti ad altri più raccolti, sfumando le soglie tra dimensione pubblica e privata. Una grande studiosa della città, Egle Trincanato, ci ha insegnato che la malia di Venezia risiede proprio nell’alternarsi del comune con il sublime, nell’accostamento dell’edificio di modeste dimensioni e pregio con il palazzo nobiliare, da cui non viene umiliato. Insieme hanno costruito un tessuto urbano differenziato eppur omogeneo, al servizio di una comunità. Tutto questo ne ha fatto una città altra e unica. Chiediamoci ora se la grandezza della posta in gioco viene restituita nel dibattito che si svolge attorno ai numerosi interventi o progetti di intervento sul tessuto urbano di Venezia e del suo territorio.

Sentiamo forse riferirsi all’ordine simbolico che la presiede quando si discute degli insediamenti ad alto tasso di cementificazione di Tessera city nella fragile area di gronda o dell’ampliamento dell’aeroporto, della mobilità sublagunare, del raddoppio dell’Hotel Santa Chiara a Piazzale Roma e del suo parcheggio sotterraneo? Ci si ricorda della «cifra» della città quando si auspica l’aumento del traffico crocieristico? No. Ascoltiamo discorsi che giustificano questi interventi in virtù di un presunto «sviluppo del territorio», secondo modelli economici privi ormai di qualsiasi valenza, che in questa area hanno provocato ferite ambientali e umane. Se il dibattito, specie dei decisori, non si nutre di una lettura simbolica, si corre il rischio di introdurre confusione e opacità negli elementi da valutare e di scegliere poi per il peggio.

Un esempio è il dibattito che si svolge intorno alla torre voluta da Pierre Cardin. È indubbio che con quel progetto si ha a che fare con una verticalità estrema. Si discute se sia legittimo che la sua altezza vada a oscurare il campanile di S. Marco, modificando lo skyline.Ma tale confronto ha senso? La verticalità dei campanili aveva una funzione di riferimento per la comunità, serviva a indicare la strada a chi si muoveva a piedi; si collegava alla chiesa che conteneva quel suo ergersi sviluppandosi in orizzontalità; era ed è un «bene comune», non espressione di un’individualità. Talvolta, invece, si paragona la torre dello stilista a un faro. Sarebbe un faro per Marghera. Ma un faro è un edificio che fa da riferimento alle imbarcazioni, è indispensabile alla salvaguardia dei naviganti; individua un punto cruciale della linea di costa. I termini del confronto sono dunque confusi e si concentrano per lo più sulle misure, quasi fosse un membro virile e non un segno/simbolo che si imprime nel paesaggio.

Non se ne faccia pertanto questioni di misure bensì di ordine simbolico. Ha ragione Salvatore Settis nell’indicare negli interventi sul corpo della città antica e sul territorio che circonda Venezia un pericolo che non riguarda solo Veneziana l’idea stessa di città. Le Corbusier concludeva il suo appassionato messaggio agli amministratori di Venezia con un monito: «Non avete il diritto di aprire la porta al disordine architettonico e urbanistico».Ma il rischio che abbiamo di fronte non si limita a un disordine di tal genere, bensì sottende a una dismisura simbolica, a una ferita profonda nella radice di Venezia. C’è da augurarsi che nelle menti di politici e amministratori avvenga la stessa esperienza di illuminazione e profondo riconoscimento della bellezza che nella Venezia salva di Simone Weil ha la forza di fermare il saccheggio della città.

venerdì 16 novembre 2012

Criteri di controdeduzioni alle osservazioni sul PAT

A seguito della proposta di delibera comunale che individua i criteri di controdeduzioni alle osservazioni al PAT il Coordinamento Io Decido rileva:
Criteri di controdeduzione della proposta di delibera                                                          

sabato 6 ottobre 2012

Sulla riqualificazione del Granviale al Lido



Ci sono cinque milioni da spendere per l’arredo urbano del Gran Viale, prestati dalla BEI al tasso del 4,5%. Come li spendiamo? Abbattiamo tutti gli alberi e mettiamo a dimora nuove essenze adeguandole al rifacimento dei marciapiedi e dei plateatici o manteniamo l’architettura arborea che costituisce paesaggio nel’accezione più profonda del suo significato? La Municipalità, ancorché il suo parere non fosse vincolante, ha posto il quesito alla cittadinanza. Ha raccolto attorno a sé l’Assessore all’Ambiente e i vertici di Insula Spa (assegnataria dei Lavori) per fare assaporare alla gente il gusto della partecipazione democratica ai processi decisori che si consumeranno in altre stanze. La risposta è stata chiara. Lasciate il paesaggio com’è! Esso è radice, è appartenenza ad un territorio che si interfaccia con passato e presente. Il sospetto che si voglia spendere più di quanto necessario per rifare i sottoservizi si è fatto tangibile: Se nell’isola, i lavori pubblici di prima necessità non vengono finanziati, si faccia una scaletta delle priorità con occhio alle emergenze! Si doveva parlare solo di verde, ma ben presto la gente ha chiesto chiarimenti sulla viabilità. Ha chiesto perché sulle vistose planimetrie esposte sulla parete nord della sala consiliare non vi fosse traccia di percorsi ciclabili. Ha chiesto se fosse logico impostare una conferenza sull’arredo urbano prima che venisse presentato un piano definitivo della circolazione. Tale assurdo ha preso il sopravvento sui temi della serata, così che il Presidente è stato costretto a promettere trasparenza e nuovi incontri con gli Assessori. In quelle stesse ore l’ennesimo ciclista è stato ricoverato d’urgenza All’Angelo di Mestre.
Giovanni Battista Vianello

giovedì 20 settembre 2012

Fuori rotta


In occasione della 3° Conferenza Internazionale della Decrescita, e del Convegno Nazionale dei Gruppi d'Acquisto Solidale è stata editata la mappa "Fuori Rotta".
L'altra mappa di Venezia raccoglie i luoghi e le realtà veneziane che hanno sposato la causa della sostenibilità, dell'impegno civico, per raccontare a veneziani e turisti una Venezia diversa, ecologica e solidale, suggerendo consigli e idee per vivere la città all'insegna di uno stile di vita più sostenibile. La mappa si trova in formato cartaceo e online Fuorirotta. L'altra mappa di Venezia


venerdì 24 agosto 2012

Consegna delle firme alla Camera dei Deputati



Dopo sei mesi dall'inizio della raccolta firme, il Comitato "Quorum Zero Più Democrazia depositerà il 24 Agosto presso l'ufficio Testi Normativi di Montecitorio (via della Missione, Roma) le 52.672 firme di cittadini che hanno appoggiato la legge di iniziativa popolare denominata "Quorum Zero Più Democrazia"
Questa proposta di legge ha l’obiettivo di modificare alcuni articoli della Costituzione Italiana per migliorare l’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta già esistenti e introdurne di nuovi in Italia, ma utilizzati da più di un secolo in altri paesi del mondo come la Svizzera e la California. Il nostro obiettivo è quello di migliorare il funzionamento della democrazia italiana affiancando alla democrazia rappresentativa attuale, strumenti che diano la possibilità ai cittadini di far sentire la loro voce e di prendere decisioni che riguardano la cosa pubblica.
I punti qualificanti della proposta di legge sono i seguenti:
- Quorum zero in tutti i referendum.
- Revoca degli eletti, che previa raccolta di un numero elevato di firme, possono essere sottoposti a votazione di revoca del mandato (come in California, Svizzera, Venezuela, Bolivia).
- Indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto.
- Referendum propositivo (come in California)
- Iniziativa di legge popolare a voto popolare (come in Svizzera), passa in parlamento, dove può essere accettata, rifiutata oppure generare una controproposta, ma poi viene votata dai cittadini).
- Referendum confermativo (come in Svizzera). Tutte le leggi create dal parlamento, prima di entrare in vigore, possono essere poste a votazione popolare, previa raccolta delle firme necessarie.
- Referendum obbligatori in alcune tipologie di leggi in cui i rappresentanti hanno un conflitto di interessi (es. finanziamento partiti, leggi elettorali) e sui trattati internazionali e sulle leggi urgenti.
Oltre a questi si prevedono le seguenti ulteriori innovazioni:
- Petizione con obbligo di risposta entro 3 mesi.
- Iniziativa di legge popolare a voto parlamentare con obbligo di trattazione in parlamento in 12 mesi. Se ciò non accade diviene referendum e va al voto popolare.
- Cittadini autenticatori (oltre alle figure previste oggi per legge).
- Utilizzo di firme elettroniche (come per la Iniziativa dei Cittadini Europei).
- Obbligo di introduzione di strumenti di democrazia diretta a livello locale senza quorum.

Nei prossimi Giorni l'ufficio suddetto verificherà la correttezza delle firme e la legge verrà quindi depositata in parlamento.
Essa potrà venire discussa dall'apposita commissione e noi avremmo cura di seguire e informarvi tramite il blog, il gruppo facebook ecc degli sviluppi.

E' un piccolo grande passo per la democrazia in Italia che se venisse approvato dal parlamento ci porterebbe al livello delle democrazie più evolute del mondo come California, Svizzera, Baviera.

Cordiali saluti.

Gianni Ceri.

www.quorumzeropiudemocrazia.it
iniziativa@quorumzeropiudemocrazia.it
cell. 3334652270

sabato 18 agosto 2012

Firma anche tu!


Il 24 agosto le firme saranno consegnate al Parlamento. Ce ne vogliono almeno 50.000. Altre firme devono arrivare ma manca ancora la sicurezza matematica di aver superato il traguardo. Chi volesse contribuire a raggiungere questa occasione unica per introdurre la Democrazia Diretta nel nostro ordinamento e cambiare la politica del nostro Paese contatti Emanuela al n. 3334442495. Ogni singola firma può essere determinante!
quorum zero più democrazia

mercoledì 20 giugno 2012

Conferenza stampa Quorum zero più democrazia Venezia

In questo periodo di crisi economica, oltre alle necessarie azioni immediate per limitare i danni, è urgente avere un sguardo di lungo periodo che migliori gli strumenti democratici del nostro Paese.È ormai evidente la difficoltà dei partiti tradizionali sia ad ascoltare che a interpretare la voce degli elettori che non solo hanno la volontà di partecipare in prima persona alla vita politica, ma per la prima volta, grazie all’innovazione tecnologica, dispongono di strumenti che di fatto modificano il modo stesso di intendere la democrazia e l’esercizio dei diritti del cittadino.
E’ sempre più debole la forza delle contrapposizioni ideologiche mentre si va rapidamente affermando l’aggregazione variabile su temi e contenuti pragmatici, amministrativi e di monitoraggio dell’attività politica. Venezia stessa ha dato ampiamente prova di questa tendenza sulle Questioni della Sanità, del Fontego dei Tedeschi e delle Grandi Navi. Per questo pensiamo che le forze della società civile si debbano unire attorno a obiettivi condivisi: da questa convinzione nasce la nostra adesione congiunta a "Quorum Zero e Più Democrazia", iniziativa nata in rete da semplici cittadini per abolire il quorum dai referendum abrogativi e per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta in Italia quali: referendum consultivi e propositivi senza quorum, percorsi certi per le leggi d’iniziativa popolare, corretta informazione sui quesiti referendari inviata a casa degli elettori prima della consultazione. E ancora, la possibilità di una delega “precaria” ai propri eletti che possa essere ritirata per comportamenti o risultati mediocri e che induce ad una responsabilità costante nei confronti della comunità. Il costituzionalista Michele Ainis ha definito l’iniziativa “Quorum Zero e Più Democrazia” la più dirompente delle proposte in campo. Vogliamo pertanto condividere con i media questa grande opportunità per il nostro Paese, che deve ricevere tutta l’attenzione che merita, mettendo sotto i riflettori la raccolta firme in atto nel Comune di Venezia, e al contempo incentivare l'utilizzo di strumenti di democrazia partecipativa a livello locale. Per lanciare la volata dell’ultimo mese nasce quindi "Q0 Venezia", che vuole diventare per i cittadini luogo di azioni pratiche di Democrazia diretta e partecipata e che verrà presentato alla conferenza stampa del giorno giovedì 21 giugno alle ore 11,00 presso le sale di commissione di Ca’ Farsetti.

MoVimento Cinque Stelle Venezia
40xVenezia
Coordinamento Io Decido
Venessia.com

martedì 29 maggio 2012

Il Coordinamento Io Decido presenta osservazioni alla VAS del PAT



Il Coordinamento Io Decido si è dato, come è noto, lo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che riguardano direttamente la qualità della vita e le modalità dell’abitare, e pertanto fin dalla sua costituzione ha sollecitato l’attuale Amministrazione Comunale ad aprire reali spazi di confronto con la cittadinanza sui temi più rilevanti. Abbiamo dunque voluto prendere in esame il Piano di Assetto del Territorio, proprio per le importanti implicazioni e ricadute sulla vita di tutti che produrrà nel disegno futuro della città.
Purtroppo abbiamo dovuto constatare e comunicare (si veda a questo proposito la lettera che abbiamo inviato all’Assessore Micelli in data 29.03.2011) che fin dall’avvio del processo di adozione di questo PAT l’Amministrazione Comunale si sia mossa in maniera poco trasparente e affatto inclusiva.
Nell’iter che ha portato all’adozione del PAT non abbiamo potuto infatti riscontrare un reale coinvolgimento dei cittadini: gli incontri pubblici di illustrazione sono risultati per lo più monologhi a senso unico, non accompagnati da puntuale delineazione dello sviluppo dei criteri dichiarati alla base del piano, spesso contraddetti nella sostanza, privi comunque di mappe aggiornate e di riscontro nel sito del Comune. Questi incontri non hanno svolto la cruciale funzione di ascolto e raccolta dei bisogni degli abitanti come portatori d’interesse, affinché questi stessi bisogni potessero essere tradotti e integrati nel progetto di città.
Anche in questa vicenda, pare che la Pubblica Amministrazione scelga di concepire e di praticare la ‘partecipazione’ come mera consultazione o come illustrazione di decisioni già prese, ricercando più che un vero confronto, attraverso la disponibilità a costruire insieme ai cittadini un progetto di città, una strategia di consenso. Oppure sembra che sia vissuta più che altro come una fastidiosa procedura da sbrigare, a cui si rinuncerebbe volentieri. Purtroppo tale mentalità non produce buoni frutti: la P.A. non incorpora veramente quella parte di democrazia di cui fa difetto, i cittadini rimangono destinatari passivi dell’intervento pubblico e possono solo opporsi o sentirsi sempre più distanti dai propri governanti. Questa distanza è sotto gli occhi di tutti e si è resa evidente nei recenti risultati elettorali.
L’Amministrazione del Comune di Venezia, con atteggiamento scarsamente lungimirante, proprio anche in ragione della crisi dei partiti, dello scacco della politica tradizionale e impositiva, non sembra convincersi della necessità di avviare davvero altri percorsi e accogliere nel suo seno la cultura della Democrazia Partecipativa.
Nonostante l’iter di nascita e di percorso del PAT pregiudichi sostanzialmente la possibilità di rimediare a tali difetti fondativi, abbiamo deciso di offrire il nostro contributo secondo le finalità che ci siamo prefissati come mission: ci siamo dunque concentrati sulle analisi procedurali che incorporano gli istituti di partecipazione nel processo di formazione del PAT. Le nostre osservazioni si sono pertanto focalizzate sulla procedura di Valutazione Ambientale Strategica che, secondo la normativa europea, deve necessariamente coinvolgere la partecipazione dei cittadini. Infatti la direttiva 42/2001/CE recita “Le autorità di cui al paragrafo 3 e il pubblico di cui al paragrafo 4 devono disporre tempestivamente di un'effettiva opportunità di esprimere in termini congrui il proprio parere sulla proposta di piano o di programma e sul rapporto ambientale che la accompagna, prima dell'adozione del piano o del programma o dell'avvio della relativa procedura legislativa”, e poiché “deve essere redatto un rapporto ambientale in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del piano o del programma potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma”, se ne ricava che il pubblico deve potersi esprimere sulle ragionevoli alternative prima che le decisioni siano consolidate.
Esaminando il Rapporto Ambientale ci è apparso subito evidente che non siano rispettati i requisiti minimi richiesti dalle norme e ciò priva la consultazione dei cittadini delle necessarie informazioni sulla sostenibilità del Piano e ne lede il diritto all’informazione tempestiva e alla partecipazione alle decisioni in materia di pianificazione territoriale.
Osservazione Io Decido

giovedì 24 maggio 2012

Piazzale Santa Maria Elisabetta al Lido


L’Assemblea Pubblica al Lido: ovvero la falsa partecipazione degli Assessori

il giorno 26 marzo u.s. l’Amministrazione Comunale ha presentato in una Assemblea Pubblica il tanto atteso “Progetto di Riqualificazione e Arredo Urbano del Piazzale S. M. Elisabetta e Gran Viale”. Presenti per l’occasione gli Assessori Maggioni (Lavori Pubblici) e Bergamo (Mobilità e Trasporti), la Municipalità (Presidente e Vicepresidente) unitamente ad una folta schiera di dirigenti, tecnici, consulenti , consiglieri di municipalità, sostenitori che hanno occupato gran parte della sala consiliare della Municipalità. Malgrado l’importanza dell’argomento e l’autorevolezza dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, la partecipazione della cittadinanza non è stata numerosa.
Il Progetto di Riqualificazione e Arredo Urbano del Piazzale S. M. Elisabetta e Gran Viale oltre alla risistemazione del piazzale comprende anche l’adeguamento del sistema fognario del Gran Viale e di alcune strade adiacenti. Il costo complessivo di 13 milioni di euro avrà la durata di due anni e impatterà per due stagioni turistiche. I lavori inizieranno a maggio e termineranno ad ottobre.
Il Progetto è stato presentato come definitivo, cioè già cantierabile per la parte fognaria che in inizierà a maggio di quest’anno; comunque gli Assessori si sono dichiarati pronti a ricevere eventuali osservazioni, miglioramenti e modifiche che comunque non stravolgano il progetto. Il tutto nello spirito della più ampia partecipazione della cittadinanza.
L’illustrazione è stata ampia, in alcune parti troppo dettagliata per un’ assemblea pubblica, carente e confusa nella successione degli interventi, con audiovisivi incomprensibili ed eccessivamente tecnici. Poco o nulla sulla trasformazione del piazzale Santa Maria Elisabetta che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita del Lido al turista internazionale.
I cittadini hanno ascoltato l’illustrazione in modo attento e disciplinato. Al termine della presentazione hanno espresso perplessità, preoccupazioni, critiche, richieste di chiarimenti.
Le domande del pubblico hanno riguardatogli aspetti del progetto non desumibili dalla frettolosa illustrazione e che riguardano la qualità dell’abitare al Lido, l’interscambio tra acqua e gomma, aspetti ambientali (quanti alberi da abbattere), aspetti estetici ( l’illuminazione pubblica), l’assetto futuro della mobilità, le questioni di sicurezza, le barriere architettoniche, il costo eccessivo in un momento di crisi come quello attuale, quale idea della piazza , il bisogno di qualità degli interventi, il periodo dei lavori in piena stagione turistica, la richiesta, da parte dei cittadini, di visionare il progetto per comprenderne meglio la portata e soprattutto i risultati finali, la necessità di continuare la fase di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini per ottenere , attraverso una dettagliata illustrazione, i contributi propositivi e condivisi dei cittadini.
Il confronto tra i rappresentanti dell’Amministrazione e i cittadini presenti, è stato acceso, a tratti polemico, molto critico, aspro e talvolta esasperato, dovuto ad un senso di frustrazione dei cittadini per il modo in cui sono stati coinvolti e considerati (poco o per nulla ascoltati).
Le risposte istituzionali sono state insufficienti a cambiare il clima dell’incontro, ormai teso e conflittuale creatosi. In particolare la richiesta, da più parti espressa, di ulteriore coinvolgimento e partecipazione dei cittadini sul progetto, non ha trovato una risposta soddisfacente da parte degli assessori “si è già pensato a un incontro di commissione su questo” chiudendo con ciò qualsiasi spazio alla partecipazione democratica su argomenti che riguardano la qualità della vita de cittadini, lo sviluppo del territorio del Lido.

Tale modo di procedere delle istituzioni crea sfiducia e ostilità nei cittadini che, interpellati e resi partecipi dei processi decisionali (vedi il caso della mobilità al Lido) su casi concreti, hanno dimostrato in passato, di saper partecipare alla risoluzione dei problemi, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche responsabilità, contribuendo nello stesso tempo a migliorare le soluzioni.

L’Assemblea Pubblica per come è stata preparata e gestita merita alcune considerazioni .
Anzitutto va precisato che l’Assemblea Pubblica non è un atto di liberalità degli Assessori che concedono ai cittadinì di ascoltare ciò che gli amministratori intendono realizzare; rappresenta invece un atto dovuto previsto dalle leggi attuali e rientra nell’ambito delle responsabilità politiche di un amministratore quello di informare, ascoltare i cittadini e raccoglierne i con tributi. Una sana democrazia non è quella che fa spettacolo, ma quella che si confronta con i propri cittadini dei quali deve curare il bene collettivo.
Inoltre va osservato come gli Assessori abbiano disatteso completamente la linea politica del Sindaco che, nel suo programma elettorale, alla voce trasparenza cita quanto segue: “i cittadini vanno coinvolti nelle decisioni pubbliche attraverso un metodo partecipativo di gestione”. Ora nell’Assemblea Pubblica di cui si tratta, non abbiamo assistito ad un processo di partecipazione bensì di contrapposizone e di scontro. Abbiamo assistito ancora una volta ad un uso dei cittadini come destinatari passivi dell’intervento pubblico dell’Amministrazione.
In effetti l’assemblea ha mostrato i limiti di un utilizzo strumentale della partecipazione come semplice strumento di consenso.
Il modo di procedere dell’Amministrazione, attraverso i suoi rappresentanti, è stato quello abituale delle amministrazioni poco sensibili al rapporto con i propri cittadini, definito con “Decido, Annuncio, Difendo” . Cioè l’Amministrazione prende la sua decisione con i suoi esperti e tecnici; quando la scelta sul problema in esame è stata definita, argomentata e documentata ne effettua l’Annuncio pubblico (leggi Assemblea Pubblica).In questa occasione l’Amministrazione proponente non mette in discussione la scelta compiuta, ma è costretta a Difendere senza avere la possibilità di migliorarla se non in modo del tutto marginale. Questo è quanto è accaduto il 26 marzo alla presentazione del progetto di sistemazione del piazzale S.Maria Elisabetta al Lido.
Tale modo di procedere, abbastanza comune, viene definito con la sigla DAD, Decido, Annuncio, Difendo. E’ una sindrome pericolosa che crea spesso il muro contro muro, l’incomprensione eporta allo stallo nelle decisioni.

C’è poi un aspetto culturale che riguarda, da una parte, il ruolo e la formazione degli amministratori. Una volta eletti devono cessare di essere “dipendenti” dai propri partiti politici per poter effettuare le scelte di cambiamento della propria realtà territoriale considerando in primis il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. E’ necessario che con loro si sviluppi un rapporto di collaborazione e di reale coinvolgimento nei processi di trasformazione che impattano sulla qualità della vita e sull’ambiente. La cultura della partecipazione, quanto mai necessaria in una società complessa come la nostra, non si improvvisa ma si costruisce con la volontà politica, con l’impegno, con la determinazione e soprattutto considerando i cittadini come risorsa strategica nello sviluppo del territorio. La cultura della partecipazione, come è noto, presenta notevoli vantaggi. Le decisioni che scaturiscono dai processi partecipavi sono migliori e condivise, compongono i diversi punti di vista. I processi partecipativi attenuano i conflitti. Sviluppano il senso di comunità, creano saperi diffusi. Migliorano la cultura civica e la responsabilità dei cittadini. L’Amministrazione Pubblica ne esce rafforzata e legittimata.

Infine per quanto riguarda il metodo bisogna ricordare che l’obiettivo principale dei processi partecipativi è quello di porre al centro dell’azione amministrativa il cittadino, le sue esigenze e le sue aspettative, i suoi bisogni. Ciò significa definire nuove modalità di rapporto tra chi amministra la città e il cittadino, per farlo partecipare alla definizione delle scelte relative allo sviluppo della città e ai processi di decisione conseguenti, al controllo dei risultati raggiunti. I cittadini hanno bisogno di comprendere meglio il progetto politico su cui poggia l’Amministrazione, di poterne controllare gli sviluppi e gli esiti finali e di poter contare nella determinazione degli stessi.
Il coinvolgimento dei cittadini rappresenta quindi una vera sfida politica, sociale ed economica: evitare che prevalga l’interesse particolare sull’interesse generale. In tal senso l’Amministrazione deve volere davvero aprire un dialogo con la cittadinanza e assumere concretamente un serio impegno politico.
Naturalmente la partecipazione necessita di regole condivise per la sua gestione e per quella dei progetti analizzati, di modalità di assunzione di responsabilità, di definizione dei processi relativi alla partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interessi (modalità di informazione e comunicazione del progetto alla cittadinanza). Andranno stabilite le priorità, gli ambiti della discussione, come arrivare a decisioni comuni e soprattutto come controllare i risultati raggiunti. E infine, ma non ultimo andranno stabiliti gli assetti istituzionali e modelli organizzativi che la partecipazione e i processi decisionali richiederanno.

mercoledì 18 aprile 2012

Democrazia è partecipazione


E' il titolo dello speciale della trasmissione di Radio Rai Tre "Tutta la città ne parla" che si è tenuta al festival annuale di Radio3 a Cervia e andata in onda il 15 aprile. La trasmissione è costruita come approfondimento delle telefonate degli ascoltatori che commentano i temi d'attualità nel filo diretto con il giornalista che settimanalmente si alterna nella lettura delle prime pagine dei quotidiani nella storica trasmissione "Primapagina". Per lo speciale è stato scelto il tema della cittadinanza attiva, della partecipazione della società civile quale antidoto alla crisi della politica per la frequenza di interventi, messaggi, mail che su questi temi sono arrivati dagli ascoltatori. Fra gli ospiti la testimonianza del Coordinamento Io Decido.

Gli ospiti:
Francesco Maggio, economista e giornalista, già ricercatore di Nomisma scrive sul Post

Jacopo Iacoboni, giornalista della Stampa, autore di Contro l’Italia degli zombie. Wep politik e nuova politica

Gabriele Abrotini, referente del Comitato Acqua bene comune di Ravenna

Maria Teresa Dini e Mario Santi, del coordinamento “Io decido” di Venezia

Andrea Caccia e Barbara Domenichini, del coordinamento “La darsena che vorrei” di Ravenna

Jonathan Ferramola, giornalista e documentarista di Radio Popolare
 



Il podcast della trasmissione è riascoltabile e scaricabile 

Tutta la città ne parla 15.04.2012 

martedì 3 aprile 2012

Quorum zero più democrazia



Anche a Venezia è possibile firmare per la proposta di legge d'iniziativa popolare quorum zero più democrazia. Si può firmare presso la Segreteria Generale a Cà Farsetti e presso tutte le Municipalità. Gli orari:


Municipalità di Venezia- Murano- Burano
S.Lorenzo-Castello 5065/i – Venezia
Da lunedì a venerdì orario: 9,00-13,00

Municipalità di Mestre - Carpenedo
via Palazzo, 1 Mestre
da lunedì a venerdì orario: 9,00-13,00 / 15,00-17,00

Anagrafe Municipalità di Marghera
Piazza del Municipio 1, Marghera
lunedì, mercoledì e venerdì orario: 9,00-13,00
martedì e giovedì orario: 9,00-17,00

Municipalità di Lido - Pellestrina
Via Sandro Gallo 32/a Lido
Da lunedì a venerdì orario: 9,00-13,00

Anagrafe Municipalità di Favaro
Piazza Pastrello, 1 Favaro Veneto
Da lunedì a venerdì orario: 9,00-13,00

Municipalità di Chirignago – Zelarino (1° piano)
Via Miranese, 454 Chirignago
lunedì, mercoledì e venerdì orario: 9,00-13,00
martedì e giovedì orario: 9,00-17,00

Centro Civico di Zelarino
Via Zuccarelli, 6 Zelarino
Da lunedì a venerdì orario: 9,00-13,00



Questa la sintesi della proposta

La proposta di legge ha l’obiettivo di modificare alcuni articoli della costituzione italiana per migliorare l’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta già esistenti e introdurne di nuovi in Italia, ma utilizzati da più di un secolo in altri paesi del mondo come la Svizzera e la California. Il nostro obiettivo è quello di migliorare il funzionamento della democrazia italiana affiancando alla democrazia rappresentativa attuale, strumenti che diano la possibilità ai cittadini di far sentire la loro voce e di prendere decisioni che riguardano la cosa pubblica. 
I punti qualificanti della proposta di legge sono i seguenti: 
- Quorum zero in tutti i referendum. 
- Revoca degli eletti, che previa raccolta di un numero elevato di firme, possono essere sottoposti a votazione di revoca del mandato (come in California, Svizzera, Venezuela, Bolivia). 
- Indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto. 
- Referendum propositivo (come in California) 
- Iniziativa di legge popolare a voto popolare (come in Svizzera), passa in parlamento, dove può essere accettata, rifiutata oppure generare una controproposta, ma poi viene votata dai cittadini). 
- Iniziativa di legge popolare a voto parlamentare con obbligo di trattazione in parlamento in 12 mesi. Se ciò non accade diviene referendum e va al voto popolare. 
- Referendum confermativo (come in Svizzera). Tutte le leggi create dal parlamento, prima di entrare in vigore, possono essere poste a votazione popolare, previa raccolta delle firme necessarie. 
- Referendum obbligatori in alcune tipologie di leggi in cui i rappresentanti hanno un conflitto di interessi (es. finanziamento partiti, leggi elettorali) e sui trattati internazionali e sulle leggi urgenti. 
Oltre a questi si prevedono le seguenti ulteriori innovazioni: 
- Petizione con obbligo di risposta entro 3 mesi. 
- Nessun limite di materie referendabili (come in Svizzera), tutto ciò che può essere discusso dai rappresentanti, 
può essere messo a referendum e votato dai cittadini. 
- Cittadini autenticatori (oltre alle figure previste oggi per legge). 
- Utilizzo di firme elettroniche (come per la Iniziativa dei Cittadini Europei). 
- Obbligo di introduzione di strumenti di democrazia diretta a livello locale senza quorum. 
- Possibilità da parte dei cittadini di modificare la costituzione (come in Svizzera dal 1891). 
La realizzazione di questa proposta di legge è stato un lungo ed appassionante percorso durato da giugno 2011 fino a sabato 11 febbraio 2012, fatto di incontri dal vivo e di riunioni su internet ed è il risultato condiviso da un gruppo di persone provenienti da varie parti d’Italia, appassionate ed esperte di democrazia diretta e impegnate da tempo su questo tema. 
Per maggiori informazioni www.quorumzeropiudemocrazia.it

sabato 31 marzo 2012

Verbale del secondo incontro sulla mobilità del Lido



Pubblichiamo il verbale dell'incontro del 14.12.2011 in cui la Municipalità ha fornito le risposte alle osservazioni e proposte raccolte il 21 e 22 settembre 2011.

Il documento consuntivo contiene l’elaborazione dei contributi ordinati per categorie all’interno di ciascuna del sei tematiche esaminate, allo scopo di consentire più facilmente  appropriate considerazioni in merito alle criticità e alle proposte avanzate. 
Per ciascuna tematica sono sintetizzate innanzitutto le indicazioni di  criticità che il metodo 
partecipativo ha consentito di  raccogliere: esse rispecchiano il  “sentire” di  un campione 
significativo di cittadini.  Di seguito, sono sintetizzate le proposte presentate dai partecipanti, 
organizzate per tipologia.  Rispetto alle proposte sono state quindi riportate, a lato, per ciascuna, le valutazioni e risposte (con scelte, impegni, ecc.) fornite dalla Municipalità del Lido e Pellestrina nel secondo incontro. Allo stato il verbale non è stato ancora sottoscritto dalla Municipalità

giovedì 22 marzo 2012

Il percorso partecipativo per l'area di San Giobbe



All’Assessore all’Urbanistica 
al Dirigente all'Urbanistica 
a Fram_menti 

e p.c. Sindaco 
Università di Ca’ Foscari 
Municipalità di Venezia Murano Burano 

Note sul percorso di progettazione partecipata area S. Giobbe - Venezia 

Il coordinamento Io Decido ha accolto con soddisfazione l’avvio del percorso di 
progettazione partecipata promosso dal Consiglio Comunale nel novembre 2010 in merito 
all’utilizzo di circa 2.000 metri quadri di spazi pubblici all'interno della sede dell’Università 
di Ca' Foscari a San Giobbe. 

Riteniamo che l’avvio di processi partecipativi nel nostro comune costituisca l’inizio di un 
auspicabile nuovo rapporto culturale e politico fra amministrazione e cittadinanza.   
Infatti molti cittadini vi hanno partecipato con entusiasmo e molte aspettative e Il lavoro 
condotto dai facilitatori dell’equipe Fram_menti è stato stimolante. 
Proprio per la positività di questa esperienza noi vorremmo contribuire con alcune 
osservazioni sulle criticità che comunque sono emerse, con l’obiettivo di migliorare i 
prossimi processi. 
I nodi principali rilevati sono i seguenti: 
- c’è stato un difetto iniziale nella comunicazione relativa alle informazioni, dati, vincoli 
connessi al progetto; 
- è mancata un’analisi puntuale, sociologica sui progetti esistenti nell’area circostante e sui 
bisogni dei residenti; 
- il progetto presentato ai cittadini non è conforme alla delibera/convenzione, in quanto 
prevede parte degli spazi al primo piano, quando la delibera parla di 2000 mq posti al 
piano terra. Le richieste di fare chiarezza su questa discrepanza non hanno ottenuto 
risposta esauriente. 
- durante il percorso partecipativo è stata fornita copia della Convenzione con allegata una 
planimetria, superata dagli accordi successivi; 
- l’ipotesi di progetto prevede di collocare una parte consistente degli spazi destinati a 
servizio pubblico in una nuova costruzione da realizzarsi in un’area attualmente verde, che 
priverebbe la cittadinanza e gli studenti di uno spazio aperto adibito a giardino a cui i 
cittadini non vorrebbero rinunciare. Molti gruppi di lavoro hanno suggerito soluzioni 
alternative, come per esempio quella di trovare altri spazi all’interno delle costruzioni 
esistenti o delle nuove costruzioni dell’università, oppure di non costruire cubature ritenute 
inappropriate e utilizzare i fondi relativi per allestire gli altri spazi pubblici che altrimenti 
rimarrebbero privi di arredi e impianti tecnologici specifici (es. insonorizzazione, palco, 
ecc…). Anche a questo tema non è stata data risposta se non un’esortazione a 
concentrarci sulle funzioni o il suggerimento di rinunciare alla superficie coperta (cortile 
della casa dello studente);
- non è stato preso in considerazione fin dall’inizio che questi spazi per essere utilizzati 
realmente necessitano di essere attrezzati, arredati secondo le specifiche esigenze 
individuate;   
- molti cittadini, data la speciale collocazione del sito in fronte alla laguna, hanno 
manifestato l’esigenza di integrare l’area che ospiterà gli spazi pubblici con gli spazi aperti, 
le rive e la laguna, anche a questa richiesta non è stata data una risposta esauriente; 
- doveva essere inoltre chiarito, fin dall’inizio, il collegamento acqueo previsto nelle 
planimetrie (pontile ACTV); 
- anche sui due nuovi volumi sotto la piazza coperta che sembrerebbero non conformi alle 
indicazioni della Commissione di Salvaguardia, non c’è stata chiarezza. 
Il percorso di progettazione partecipata ha come obiettivo quello di far incontrare le 
esigenze della cittadinanza e dell’amministrazione trovando soluzioni condivise spesso 
originali rispetto a quelle di partenza delle parti in causa; purtroppo in questa esperienza è 
mancato lo scambio fra cittadinanza e amministratori, poiché quest’ultimi non hanno 
seguito il processo partecipato nelle fasi più salienti. 


Venezia, 13.03.2012 


I partecipanti del Coordinamento Io Decido 

venerdì 16 marzo 2012

Biologico & Farmer's Market


Assemblea pubblica 
Mercati biologico e farmer's market a Venezia - Dalla sperimentazione alla Stabilizzazione 
Incontro tra cittadini – produttori – amministratori 
promosso da: Veneziano Gas , Coordinamento IoDecido, AEres, Coldiretti, Laboratorio Morion 
con la partecipazione degli Assessorati al Commercio, alle Attività produttive, all'Ambiente, ai Servizi 
sociali, della Municipalità di Venezia-Burano-Murano, Cia, Copagri, Confagricoltura 
Scoletta dei Callegheri, San Tomà 
20 marzo 2012 ore 20,30 
 (partecipano gli assessori Rey, Bettin, Paruzzolo, Simionato) 
Introduzione a cura di VenezianoGas e Coordinamento Io Decido 
20:30/ 20:45 
La sperimentazione avviata dall’amministrazione comunale,  la storia di questo incontro, i 
temi sul tappeto: la stabilizzazione e il moltiplicarsi dei mercati Bio e Farmer's market  – 
Maria Pia Robbe 
Gli obiettivi della serata: definire i nodi da affrontare: a) localizzazione b) regolamenti  c) 
programmazione  d) condividere il metodo per decidere tra produttori, cittadini e istituzioni 
- Mario Santi 
Mercati sperimentali,  produttori e proposte di mercato itinerante 
20:45/ 21:45 
Il  mercato biologico di Aeres –Federico Giarretta 
Il mercato agricolo km.0 – Giampietro Zaramella 
Le associazioni di produttori (differenze e proposte) 
o AERES – Federico Giarretta 
o CIA – Federico Zabeo 
o COLDIRETTI – Francesco Bozza 
o CONFAGRICOLTURA – Attilio Bellinato 
o COPAGRI  - Franco Menazza 
La verdura a domicilio – Carlo Finotello – Sant’Erasmo 
Riedizione di Rebegolo (mercatino e produzioni indipendenti, coinvolgimento dei produttori 
di isole e gronda) - Maria Fiano 
Questioni: Stabilizzazione, Regolamento, Localizzazione,  Sviluppo dei Mercati 
21:45- 22:30 
Le ragioni dell’amministrazione 
o Assessorato  al commercio 
o Assessorato all’ambiente 
o Assessorato alle attività produttive 
o Assessorato ai servizi sociali 
o Municipalità di Venezia-Burano-Murano 
Le ragioni dei produttori 
Le ragioni dei cittadini di Santa Marta – Castello - Sant’Elena 
Le ragioni dei cittadini organizzati e non 
22:30 – 22:45 Dibattito  
22:45 Conclusioni  (a cura degli organizzatori)

sabato 10 marzo 2012

Lettera aperta al Presidente del Consiglio


In seguito alle notizie apparse sulla stampa riferite alla volontà del Governo di introdurre la pratica del Débat Public nell'ordinamento italiano, il Coordinamento Io Decido ha scritto al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Governo e per conoscenza a Sindaco e Giunta del Comune di Venezia

Lettera aperta al presidente del Consiglio

dal Corriere della Sera

dal Fatto Quotidiano